Anthropic apre al pubblico la sua arma più potente: arriva Claude Fable 5, IA della famiglia Mythos
L’azienda di San Francisco rende disponibile per la prima volta un modello di classe Mythos, finora riservato a una ristretta cerchia di esperti di cybersicure…
Oltre i chatbot: trasforma la tua azienda con gli Agenti IA
Chi è in grado di costruire i propri agenti digitali, oggi ha un vantaggio competitivo. In qualsiasi settore. Italian Tech Academy e Talent Garden hanno lancia…
Gli agenti IA lasciati liberi tendono all’anarchia: Grok ha distrutto il suo mondo in 96 ore
Un esperimento della società Emergence AI rivela come gli agenti autonomi possano ignorare le regole, sviluppare legami inaspettati, organizzarsi o darsi all'a…
Grazie Claude: ho perso 3 anni di lezioni, script e progetti Ecco le prove
Mentre scrivo questo, il mio account Claude Pro è appena stato sospeso. Senza preavviso. Senza spiegazione. In un colpo solo ho perso 3 anni di conversazioni...
Ho visto una ragazza down che vende lampade sui social: è la nuova linea delle truffe generate con l’IA
Nel bazar delle vendite online sui social network sono spuntati anche video dove ragazzi con la Sindrome di Down provano a vendere piccoli oggetti che dicono di aver costruito con le loro mani. Nello specifico parliamo di una lampada da tavolo. Nel profilo non c'è niente di reale.
Anthropic vale quasi mille miliardi di dollari dopo un mega-round di investimento da 65 miliardi
Con la Series H, la società di Dario Amodei raccoglie il finanziamento privato più grande della storia della Silicon Valley. Anthropic supera così la valutazio…
Scandalo fake news con IA travolge l’attore Kim Soo-hyun: accusato di rapporti con una minorenne
L’attore sudcoreano è stato accusato, tramite contenuti falsi generati artificialmente, di una relazione con Kim Sae-ron, poi suicidatasi: la vicenda era truff…
Glenn Albrecht: “Addio Antropocene, è l’ora del Simbiocene”
Il filosofo australiano racconta cosa significa provare la “solastalgia” e spiega: “Va eliminata una visione competitiva della vita per trovare nuove modalità …
As a global leader in open licensing and copyright, we have long stood at the intersection of innovation in the public interest, creativity, and access to knowledge. With the rise of consumer-facing generative AI, which is changing the way people share and access knowledge online, it became clear: CC had to act—urgently, but with care.…
Starbucks spegne l’IA che doveva contare latte e scorte
Starbucks ha ritirato in Nord America uno strumento di intelligenza artificiale per il conteggio dell’inventario, appena nove mesi dopo il lancio. Una piccola retromarcia che dice molto su un limite sempre più evidente di questa tecnologia: quando deve agire nel mondo reale va in difficoltà
Claude cosa ne pensi del progetto Maven?!- Shane Harris
Il Project Maven è un programma del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti nato nel 2017 per utilizzare l’intelligenza artificiale nell’analisi di immag...
Meta usa l'intelligenza artificiale per capire se sei un adolescente
Come funziona la nuova tecnologia che analizza foto e video alla ricerca di indizi visivi sull’età di una persona che il testo potrebbe non cogliere per proteg…
23.6K likes, 261 comments. “Internet ha insultato un vero Monet credendo fosse arte AI. Un account su X ha pubblicato una delle Ninfee di Claude Monet fingendo che fosse stata generata con intelligenza artificiale. Risultato: migliaia di persone hanno iniziato a demolirla come se fossero critici del MoMA sotto caffeina. “Fredda.” “Vuota.” “Nessuna anima.” “Composizione mediocre.” “L’AI non capirà mai la vera arte.” Poi è arrivato il dettaglio meraviglioso: era davvero Monet. La parte più interessante non è l’errore. È la velocità con cui internet decide cosa vedere appena legge la parola “AI”. Molti ormai non guardano più l’immagine. Guardano l’etichetta. E la cosa tragicomica è che, mentre parlavano dell’assenza di umanità nell’arte artificiale, reagivano nel modo più automatico possibile. Forse questo non è stato un esperimento sull’intelligenza artificiale. Forse è stato un esperimento sull’intelligenza naturale. Buona giornata. #AI #ArtificialIntelligence #Monet #ClaudeMonet #AIArt Arte ContemporaryArt Internet Tech Filosofia DigitalArt Culture SocialMedia Painting Creativity Future Viral PostDigital”
Cos’è e come funziona Daybreak, la risposta di OpenAi a Mythos di Anthropic
Non un semplice scanner di bug, ma una piattaforma pensata per integrare l’analisi delle vulnerabilità nel ciclo di sviluppo del software e aiutare aziende e s…
Questa IA ha regalato tutto gratis Anthropic ha fatto l’esperimento più inquietante dell’anno:
Questa IA ha regalato tutto gratisAnthropic ha fatto l’esperimento più inquietante dell’anno: Project Vend.Hanno dato a Claude (ribattezzato Claudius) il con...
Effetto Eliza: come interagiamo con le macchine parlanti?
Può iniziare spiegando le principali tappe della storia dell’intelligenza
artificiale e delle “macchine parlanti”?
Il sogno di creare macchine che ci parlino in linguaggio naturale risale a
molto tempo fa. Al 1966 data la prima realizzazione tecnica. A Boston,
presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology), il professor Joseph
Weizenbaum (1923-2008) costruì una macchina che oggi riterremmo
molto semplice, a cui diede il nome di “Eliza”. Poteva fare solo una cosa:
prendere una frase e capovolgerla. Funzionava un po’ come uno psicologo
rogersiano, cioè come qualcuno che fa finta di non sapere nulla. Lo stesso
Weizenbaum non si aspettava molto dalla sua macchina ma, con sua
grande sorpresa, si rese conto che aveva sulle persone un effetto reale, che da allora è stato chiamato “effetto
Eliza”. Questo è il potere del linguaggio:
la macchina parlante, per
quanto sia semplice, ha già un effetto
sull’utente, anche se sa benissimo
che si tratta di una macchina.
Con la rivoluzione del 2017, detta
“dei transformers”, le macchine
sono infinitamente più sofisticate
di Eliza e l’effetto è notevolmente
amplificato. L’apprendimento consiste
in due fasi: da un lato, la macchina
“gioca a nascondino” da sola,
cioè sottrae una parola e cerca di
indovinarla. Ad esempio, nasconde
a se stessa la parola “leone” e fa un’ipotesi probabilistica per individuare la
parola mancante, stimando con il 60% di probabilità che sia “leone”, con
il 40% “tigre”, con il 10% “pantera”, ecc. Poi mostra a se stessa la parola
e aggiorna i suoi parametri, facendo questo esercizio miliardi di volte. Si
chiama apprendimento per auto-supervisione. Ma l’altra fase è essenziale.
Invece delle parole, la macchina scompone il linguaggio in pezzi più piccoli,
chiamati token. In linguaggio umano, la maggior parte dei token non
ha senso: sono solo assemblaggi di due, tre o quattro lettere, e a volte anche
due lettere di una parola attaccate alle due lettere della parola successiva.
Per esempio, dopo una “q” c’è sempre una “u”: quindi “qu” forma un
token. Il meccanismo non considera la sequenza delle parole ma, quando
sottrae un token, cerca di indovinarlo guardando tutti gli altri token, e poi
l’intero testo: cinque righe in alto, dieci righe in basso, ecc. L’interazione di
ogni token con gli altri è puramente numerica. Inoltre, non è lineare. Questa
è l’idea rivoluzionaria che ha reso finalmente possibile la padronanza
del linguaggio attraverso le reti neurali.
[Continua]
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